Lotta all'evasione fiscale: sindaci "assenti" Liguria 206 segnalazioni, in Piemonte 60

Sindaci latitanti nella lotta contro l'evasione fiscale. Lo dice la Cgia di Mestre, l'associazione locale degli artigiani e delle piccole imprese, portando la prova che dei quasi 8.000 Comuni italiani solo il 5,4%, pari a 435, si sono attivati per contrastare l’evasione, segnalando all’Amministrazione finanziaria o alla Guardia di Finanza situazioni di presunta violazione delle normative fiscali e previdenziali compiute dai propri cittadini che, successivamente, hanno dato luogo a un effettivo recupero di imposta.
Così, in termini di gettito, nel 2016 (ultimo dato disponibile) i sindaci hanno potuto incassare poco più di 13 milioni di euro. “Praticamente nulla” ha denunciato la Cgia, pur consapevole che il 70% dei Comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti e, perciò, difficilmente ha le risorse economiche e le professionalità sufficienti per contribuire alla lotta all’evasione.
“Difficile, invece, trovare una giustificazione per i sindaci delle grandi aree urbane, in particolar modo del Sud, che, eccetto il primo cittadino di Reggio Calabria, l’anno scorso hanno recuperato, quando è andata bene, solo poche migliaia di euro” ha commentato la Cgia, chiedendosi poi come sia possibile che il Comune di Napoli, “con tanti abusivi e un livello di lavoro nero allarmante abbia contribuito a incassare solo 150 euro ?”.
Comunque, In termini assoluti, i dati per comune capoluogo di provincia, riferiti al 2017, dicono che quella di Milano è stata l’amministrazione più “virtuosa”. Infatti, grazie alle segnalazioni effettuate agli 007 del fisco, il capoluogo lombardo ha recuperato 1,3 milioni di euro. Seguono Genova con 967.577 euro, Prato con 751.620, Torino con 517.952, Bergamo con 505.448 e Reggio Emilia con 447.390.
Tra le grandi aree urbane del Sud, Reggio Calabria ha incassato 250.566 euro, mentre tutte le altre hanno riscosso cifre risicatissime: Messina 16.095 euro, Palermo 6.646, Siracusa 3.763, Catania 3.447, Benevento 2.478, Cagliari 350 e Napoli 150 euro.
Se, invece, si rapporta la quota recuperata sul numero di contribuenti Irpef, Bergamo è l’Amministrazione comunale che si colloca al primo posto con 5,85 euro; seguono Prato con 5,14 e Reggio Emilia con 3,71.
Anche osservando i risultati riferiti al numero di accertamenti raggruppati per regione, emerge la scarsa sensibilità generale al problema della lotta all'evasione fiscale, con una evidenza al Sud più marcata che altrove. Fra l'altro, quello delle costruzioni è il settore dove i Comuni hanno le maggiori opportunità di intervento. Nonostante ciò, solo 164 dei circa 1.750 Comuni del Sud, solo 164 hanno effettuato una segnalazione qualificata all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza.
La Cgia ha riferito, inoltre, che nel 2017, gli accertamenti dei tributi erariali realizzati grazie all’ “imbeccata” dei sindaci sono stati complessivamente 1.172; in leggero aumento rispetto ai 1.156 dell'anno precedente, ma molti meno del 2012, quando si è toccata la punta massima di 3.455 segnalazioni.
Dal 2012, la quota riconosciuta ai sindaci sulle maggiori entrate tributarie recuperate dall’attività di accertamento è pari al 100%. I principali ambiti d’intervento per i quali le Amministrazioni comunali possono dar luogo a “segnalazioni qualificate” sono sintetizzabili in cinque macro aree: 1. commercio e professioni; 2. urbanistica e territorio; 3. proprietà edilizie e patrimonio immobiliare; 4. residenze fittizie all’estero; 5. disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva.
L'anno scorso, gli accertamenti dei tributi erariali fatti grazie al contributo dei Comuni sono stati 206 in Liguria (153 nel 2016), 60 in Piemonte (42) e nessuno in Valle d'Aosta (1).
Quanto al gettito recuperato nel 2017 con la partecipazione dei municipi all'attività di accertamento, nella graduatoria nazionale che tiene conto dell'importo per contribuente, Genova si trova al settimo posto con 2,11 euro per contribuente (complessivamente 967.577 euro), Torino al sedicesimo con 0,83 euro (totale di 517.952), La Spezia al ventottesimo con 0,36 euro (24.256), Asti al trentaseiesimo con 0,15 euro (7.825) Alessandria al quarantacinquesimo con 5 centesimi (3.530), Imperia al cinquantesimo con 2 centesimi (633) e Novara al cinquantasettesimo con 1 centesimo (530 euro in totale).

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