Chi ha guadagnato e chi ha perso valore negli ultimi dodici mesi di Piazza Affari

Andrea Agnelli, presidente Juventus
In testa al campionato di calcio, la Juventus è prima anche nella graduatoria delle quotate del Nord Ovest che, venerdì scorso, 12 ottobre, presentavano un prezzo di Borsa superiore a un anno fa, nonostante tutto, compresi i forti ribassi di Piazza Affari nell'ultima settimana.
Rispetto a 12 mesi fa, infatti, la Juventus vale in Borsa il 38,18% in più, soprattutto per l'effetto Ronaldo. Così, grazie all'acquisto di CR7, che ne ha fatto salire la capitalizzazione sopra il miliardo di euro, la società bianconera presieduta da Andrea Agnelli si è piazzata davanti anche alla Basicnet di Marco Boglione (+24,04%) e alla Ferrari (+15,29%), controllata da Exor come la Juventus.
Le altre sei quotate del Nord Ovest che hanno chiuso la settimana passata con un prezzo superiore a quello di 12 mesi prima, sono, nell'ordine: la genovese Erg della famiglia Garrone-Mondini (+11,87%), la vercellese Diasorin di Denegri-Rosa (+10,36%), la torinese Reply dei Rizzante (+8,88%), la Pininfarina (+5,9%), controllata dagli indiani di Mahindra ma presieduta da Paolo Pininfarina, nipote del fondatore; la Tecnoinvestimenti guidata dal torinese Pier Andrea Chevallard (+1,55%) e la stessa Exor (+1,16%), holding del gruppo Agnelli-Elkann-Nasi.
Tutte le altre quotate del Nord Ovest sono arrivate al 12 ottobre con un valore di Borsa inferiore a quello di un anno prima. Più di tutte hanno perso la Visibilia Editore della cuneese Daniela Garnero Santanchè (-61,5%), la Sogefi del gruppo che fa capo ai fratelli De Benedetti (-56,45%) e la M&C del padre Catlo (-54,29%).
Ribassi minori sono emersi per Gedi Gruppo Editoriale (-51,08%), controllata dai De Benedetti e partecipata dalla Exor; per la torinese Ki Group (-42,15), Banca Carige (-38,7%), l'Italia Independent di Lapo Elkann (-32,87%), l'Astm della famiglia alessandrina Gavio (-32,02%), la Bim, private bank del capoluogo piemontese passata al fondo inglese Trinity-Attestor (-29,95%) e la Biancamano dei fratelli savonesi Pizzimbone (-27,06%), che chiude la bottom ten dei cali.
Ed ecco gli altri ribassi: Intesa Sanpaolo (-26,65%), Rcs Medagroup (-26,32%), Cairo Communication (-23,7%), Orsero (-22,7%), Iren (-22,15%), Prima Industrie (-21,82%), Buzzi Unicem (-21,22%), Sias (-20,87%), Centrale del Latte d'Italia (-20,74%), Cir (-20,59%), Cofide (-19,64%), Ubi Banca (-18,32%), Damiani (-18,16%), Fidia (-17,91%), Borgosesia (-17,05%), Guala Closures (-15,11%), Cnh Industrial (-13,44%), Italgas (-12,62%), Cover50 (-8,65%), Fca (-5,84%), Cdr Advance Capital (-5,24%), Dea Capital (-0,19%).

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