Blue chip: sono di Fca e di Intesa Sanpaolo i ribassi top dell'ultimo giorno di ottobre


Daniela Santanchè, presidente
Visibilia Editore
Del terzetto di società appartenenti al paniere Ftse Mib che oggi, 31 ottobre, hanno subito i maggiori ribassi alla Borsa di Milano due fanno riferimento al Piemonte: sono Fca Fiat Chrysler Automobiles e Intesa Sanpaolo. L'azione del gruppo autoveicolistico guidato da Mike Manley è ancora scesa a 13,45 euro, perdendo il 2,2%, che si è aggiunto al calo del 3,22% di ieri; mentre l'ultimo prezzo del titolo del gruppo bancario-finanziario pilotato da Carlo Messina è stato di 1,953 euro, inferiore dell'1,96% al precedente.
Al contrario, la blue chip piemontese che ha avuto il maggiore rialzo odierno è stata Buzzi Unicem, salita sul podio nazionale del Ftse Mib grazie all'incremento del 2,88% del prezzo della sua azione ordinaria, risalita così a 16,975 euro.
Per quanto riguarda, invece, tutto il listino di Piazza Affari, la seduta di oggi ha attribuito la medaglia d'argento dei rialzi alla Visibila Editore di Daniela Garnero Santanchè, la cui azione azione ha chiuso con l'incremento del 17,89% a 0,058 euro.
Le altre piemontesi che hanno avuto aumenti percentuali di prezzo superiori a quello dell'indice Ftse Mib (+0,27%), sono: Basicnet (+1,29), Cairo Communication (+1,08), Centrale del Latte d'Italia (+1,86), Cir (+0,32), Cnh Industrial (+2,13), Diasorin (+1,95), Exor (+0,40), Ferrari (+1,97), Gedi Gruppo Editoriale (+1,56), Italia Independent (+1,43), Juventus (+0,75), Pininfarina (+0,71), Prima Industrie (+0,93), Rcs Mediagroup (+0,45), Sias (+0,56), Tecnoinvestimenti (+0,95).
I maggiori ribassi sono stati quelli di Guala Closures (-4,66%) finita a 7,36 euro, nuovo record negativo dalla sua quotazione; Bim (-2,71) e Iren (-2,35%).

Ambiente, Iren lancia Clairy che potenzia le capacità depurative delle piante di casa

I vasi Clairy per la depurazione degli ambienti domestici
La qualità dell’aria negli ambienti chiusi è fondamentale per la salute e il benessere: studi della World Health Organization (WHO) hanno dimostrato che l’inquinamento interno può essere cinque volte più elevato di quello esterno.
Calcolando che ciascuno dei propri dipendenti passa circa otto ore al giorno in ufficio, Iren ha voluto dare un segnale di attenzione, inserendo negli ambienti di lavoro Clairy, un innovativo prodotto, frutto del genio di tre giovani italiani, che consente di depurare l’aria potenziando la naturale capacità depurativa delle piante da appartamento.
Clairy è all’apparenza un semplice vaso da fiori di design e di elevata qualità artigianale, ma contiene, al suo interno, una innovativa tecnologia che, incanalando l’aria verso le radici delle piante, ne aumenta le naturali capacità di fitodepurazione, fino ad arrivare, come certificato dai test di laboratorio, a un abbattimento del 90% degli inquinanti.
Inoltre, interamente in ceramica, è dotato di sensori che rilevano la presenza di sostanze inquinanti nell’aria e misurano temperatura e umidità dell’ambiente, dati che, trasmessi su rete wi-fi, consentono il monitoraggio in tempo reale di questi parametri dal proprio smartphone ,al fine di migliorare la qualità dell’aria degli interni.
Clairy è anche 100% Made in Italy, creato a mano dagli artigiani di Nove, provincia di Vicenza, nel polo manifatturiero della ceramica d’eccellenza.
Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione prima di tutto dei nostri dipendenti una soluzione che contribuisce al benessere dell’ambiente di lavoro” ha detto Massimiliano Bianco, l'amministratore delegato di Iren, che in questi anni ha realizzato “un esteso piano di welfare aziendale, oltre a numerose iniziative relative ai tempi di lavoro e alla valorizzazione delle diversità”.
Clairy è disponibile, in esclusiva, non solo per i dipendenti ma anche per tutti i clienti Iren e si aggiunge alla vasta gamma di prodotti concepiti per semplificare la vita delle famiglie: dai prodotti per il risparmio energetico, alle soluzioni assicurative, alle soluzioni per la domotica.

Premi: il "Lagrange" al cileno Hidalgo quello di Confindustria Piemonte a Felice

Il vincitore dell'undicesima edizione del Premio Lagrange – Fondazione Crt, il premio istituito dalla Fondazione Crt e coordinato dalla Fondazione Isi – Istituto per l'Interscambio Scientifico di Torino, è César Hidalgo, scienziato di origine cilena, oggi professore al Mit di Boston. Giovedi 15 novembre, alle 18, avrà luogo la cerimonia di consegna del premio nell’elegante cornice del Piccolo Teatro Regio di Torino.
Nato nel 1979, laureato in Fisica, César Hidalgo è anche tra i fondatori di professore associato di Media, Arts and Sciences Datawheel Llc, società specializzata nella creazione di motori per la visualizzazione dei grandi dati che si propone l'obiettivo di «rendere l'informazione del mondo accessibile e comprensibile per il beneficio della collettività».
Dal 2008, il Premio Lagrange – Fondazione Crt premia i ricercatori che si distinguono per l'eccellenza negli studi nella scienza dei sistemi complessi, un settore dinamico e interdisciplinare dove l'evoluzione della ricerca scientifica va di pari passo con l'innovazione tecnologica, con influenze sempre più pronunciate sulla società (economia, finanza, medicina e salute pubblica, comunicazione, non profit).

BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA
Nell’ambito del XVII Premio Biella Letteratura e Industria è stato assegnato anche il Premio Confindustria, giunto alla seconda edizione e istituito da Confindustria Piemonte per indagare attraverso lo strumento della narrazione le trasformazioni che investono il lavoro e l’impresa. Quest’anno, la giuria del Premio, espressione della vocazione produttiva dell’intero territorio regionale perché composta dai presidenti delle associazioni industriali piemontesi, ha scelto di assegnare il riconoscimento a Emanuele Felice, autore di Storia economica della felicità (Il Mulino).
Lo scrittore è stato premiato con la seguente motivazione: «Molto coinvolgente e convincente è risultata l’idea di raccontare una storia che tenga insieme i fatti e le idee, le azioni e i pensieri e in cui la felicità risulta essere la chiave interpretativa del passato, cornice nella quale si rileggono tutti i fatti economici e politici. Il volume è una sintesi, peraltro molto efficace, della storia economica mondiale dalla preistoria ad oggi, in cui l’autore analizza l’evoluzione dell’etica e delle aspirazioni, sintetizzando quelle divenute prevalenti nelle varie epoche. Un testo importante e interessante, un testo che fa riflettere perché basato sull’identificazione delle possibilità offerte agli individui che vengono messe a confronto con le loro aspirazioni».
L’autore sarà premiato in occasione della cerimonia conclusiva del XVII Premio Biella Letteratura e Industria, che si terrà presso la Città Studi Biella il 17 novembre. Il Premio Biella Letteratura e Industria è promosso e finanziato dalla Città Studi Biella con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, in partnership con l’Unione Industriale Biellese e Confindustria Piemonte, ed è realizzato in collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese, l’Associazione l’Uomo e l’Arte, l’ATL di Biella, il Biella Jazz Club, Teatrando, la Società Dante Alighieri, la rivista L’imprenditore, l’Accademia Perosi Onlus e la Città di Biella. Dal 2016 il Premio ha come partner i Rotary Club del Biellese, quest’anno, nello specifico, il Rotary Viverone Lago. Il Premio è sponsorizzato dalla ditta Lauretana, dalla società di servizi Yukon, dalla società di comunicazione OrangePix e dall’azienda tessile Vitale Barberis Canonico.

Taverna: come Fondazione di Alessandria contrasta la povertà educativa minorile

Pier Angelo Taverna, presidente Fondazione Cr Alessandria
“Un passo avanti” è il quarto bando contro la povertà educativa presentato dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Pier Angelo Taverna, a Palatium Vetus, sede dell’Ente. Il bando è promosso dall’impresa sociale “Con i bambini”, costituita nel 2016, con l’obiettivo di attuare i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, istituito dall’Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria, con il compito di assicurarne la gestione, e viene alimentato dai versamenti effettuati annualmente dalle Fondazioni di origine bancaria, tra le quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che ha stanziato 480.000 euro l’anno, per tre anni.
“Un passo avanti”. Idee innovative per il contrasto alla povertà educativa minorile rappresenta una nuova linea di intervento, pensata per il sostegno di progetti dal contenuto particolarmente innovativo che, coerentemente con l’obiettivo del Fondo, siano rivolti al contrasto della povertà educativa minorile che investe anche la dimensione emotiva, della socialità e della capacità dei giovani di relazionarsi con il mondo, creando le condizioni per lo sfruttamento precoce nel mercato del lavoro, per l’abbandono e la dispersione scolastica, per fenomeni di bullismo e di violenza nelle relazioni tra pari.


“Contrastare la povertà educativa – ha detto il presidente Taverna - è il principale strumento per permettere ai tanti ragazzi che vivono in condizioni di disagio di migliorare la propria vita. Per fare questo è necessario avviare un percorso comune tra le agenzie educative preposte come la scuola, la famiglia, le organizzazioni del Terzo settore e il privato sociale. Solo attraverso questa strada si può creare una “comunità educante” attiva – intesa come l’insieme di varie “attori” che, a partire dal ruolo centrale della scuola e dei servizi alla prima infanzia, unitamente a quelli di educativa territoriale e di sostegno, accompagnamento e cura dei servizi sociali e sanitari, concorrono a formare i minori – in grado di generare un reale cambiamento”.
I primi tre bandi presentati hanno riscosso grande interesse e partecipazione a livello nazionale: Prima Infanzia (0-6 anni) con 80 progetti approvati, Adolescenza (11-14 anni) con 86 bandi, Nuove Generazioni (5-14 anni) con 83 bandi, complessivamente 249 progetti con un contribuito pari a 202 milioni di euro, su 360 previsti dal Fondo, che coinvolgeranno 480.000 minori e 6.300 organizzazioni, in media 25 per progetto e 27.500 le organizzazioni che hanno partecipato ai tre bandi.
A livello locale, sono stati presentati vari progetti con una ricaduta di circa due milioni di euro, approvati e finanziati anche grazie al significativo contributo destinato all’iniziativa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che esprime grande soddisfazione per la professionalità e l’originalità dei progetti presentati che sono stati premiati.
Per poter accedere ai contributi del nuovo Bando, occorre presentare all’Impresa sociale (attraverso il modello predisposto on line sulla piattaforma Chàiros) una sintetica idea del progetto che si intende realizzare, in una o più regioni italiane. “Con i Bambini” ha destinato al Bando fino a un massimo di 70 milioni di euro: le proposte dovranno arrivare entro, e non oltre, le ore 13 del 14 dicembre 2018.

Quaglia e Lapucci: "filantropia innovativa per il supporto di iniziative sul territorio"

Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt
con Massimo Lapucci (a sinistra) Segretario generale
All'unanimità, il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Crt, ha approvato il Documento programmatico Previsionale (Dpp) per l’anno 2019. In linea con lo scorso anno, i fondi resi disponibili per Piemonte e Valle d’Aosta si attestano sui 60 milioni di euro, da destinare, prudenzialmente, per 55 milioni al finanziamento di iniziative nell’anno 2019 (48 milioni per l’attività erogativa tradizionale e fino a 7 milioni per interventi con modalità innovative quali operazioni di supporto per il territorio) e per 5 milioni al Fondo di stabilizzazione delle erogazioni.
Un traguardo – si legge nel comunicato della Fondazione Crt - reso possibile dalla grande attenzione prestata alla gestione del patrimonio che ha consentito, da una parte, di generare una buona redditività, pur in un contesto di mercati estremamente difficili e caratterizzati da rendimenti contenuti, e, dall’altro, di accantonare risorse nel fondo per la stabilizzazione delle erogazioni, che si prevede di non dover utilizzare per il 2019”.
Il presidente Giovanni Quaglia, infatti, ha sottolineato: “la Fondazione CRT, grazie a un’oculata gestione delle risorse, che permetterà di non dover attingere al fondo di stabilizzazione, continua a coniugare l’attenzione alle esigenze delle comunità con prospettive di lungo periodo, mettendo sempre al centro le persone e le aggregazioni sociali in cui esse esprimono le proprie potenzialità”.
Quaglia ha aggiunto: “Per il 2019 continueremo a sostenere il territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta, contrastando tutte le varie forme di fragilità e valorizzando risorse ed eccellenze, puntando su giovani, innovazione, cultura. Inoltre, porteremo avanti, con gli ‘Stati Generali’, il percorso di ascolto e condivisione avviato con i nostri stakeholders: partendo dalla riaffermazione della nostra mission, cercheremo di individuare una visione strategica innovativa, mettendo a disposizione le risorse e le conoscenze maturate in oltre 25 anni di attività”.
In linea con le sperimentazioni avviate negli ultimi anni dalla Fondazione Crt – ha detto il Segretario generale, Massimo Lapucci - e con le dinamiche del settore non profit che si stanno affermando a livello internazionale, continueremo ad affiancare alla tradizionale attività erogativa anche le modalità di intervento più avanzate della filantropia istituzionale. Rientrano in tale logica gli approcci innovativi volti al raggiungimento di un impatto sociale tangibile e alla sostenibilità nel medio-lungo periodo di progettualità che possono contare sull’impiego di capitali ‘pazienti’, capaci di contribuire alla creazione di valore anche in un’ottica redistributiva. Nel 2019 l’apertura delle Officine Sud delle Ogr come hub di innovazione, ricerca e accelerazione di impresa rappresenterà un ulteriore importante passo in questa direzione”.

Kos (sanità socio-assistenziale) pilastro Cir che dà più soddisfazioni di Sogefi e di Gedi

Rodolfo De Benedetti, presidente Cir
Nuove soddisfazioni, per i fratelli De Benedetti e i loro soci, da parte della Kos, controllata da Cir (59,5%) e partecipata da F2i Healthcare. Nei primi nove mesi di quest'anno ha realizzato ricavi pari a 403,1 milioni, in crescita del 11,9% rispetto a i 360,1 milioni del corrispondente periodo 2017. L’area Long Term Care ha registrato un incremento grazie alla piena contribuzione delle acquisizioni effettuate nel corso del 2017 e del 2018; l’area Diagnostica, cure oncologiche e acuti è cresciuta grazie ai nuovi service avviati e alla piena contribuzione di Ecomedica, acquisita nel 2017. Il margine operativo lordo è ammontato a 74,9 milioni (+18,9%) e l'utile netto è stato pari a 24,8 milioni rispetto ai 19 milioni dei primi nove mesi dell'anno scorso. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2018 era pari a 264,3 milioni rispetto ai 237,1 milioni al 31 dicembre 2017.
Nel corso dei nove mesi Kos ha proseguito il percorso di crescita nel long-term care. Il gruppo ha acquisito: Ideas, che gestisce una struttura residenziale per anziani non autosufficienti nelle Marche; Casa di Cura S. Alessandra, attiva nella riabilitazione psichiatrica; Ippofin, che gestisce una comunità psichiatrica e una struttura socio-sanitaria assistenziale e residenziale.
Kos è uno dei maggiori gruppi italiani nel settore della sanità socio-assistenziale: gestisce 85 strutture, prevalentemente nel centro e nel nord Italia, per un totale di 8.038 posti letto ed è attivo anche in India e nel Regno Unito.
L'utile netto di Kos nel periodo è risultato superiore a quello degli altri due pilastri operativi del gruppo Cir, presieduto da Rodolfo De Benedetti (amministratore delegato è Monica Mondardini). Infatti, Sogefi ha dichiarato profitti per 23,1 milioni (27,9 milioni nei primi nove mesi 2017) e Gedi Gruppo Editoriale per 7,8 milioni, a fronte della perdita di 143,9 milioni subita l'anno scorso, a causa dell'onere fiscale straordinario conseguente alla definizione di un vecchio contenzioso.
Il gruppo Cir, che al 30 settembre contava 16.411 dipendenti (15.839 al 31 dicembre), dall'inizio di gennaio alla fine di settembre ha avuto ricavi per 2,093 miliardi (+3,2%) e un utile netto di 34 milioni. L'indebitamento netto consolidato ammontava a 354,4 milioni, a fronte del quale però si trovava un patrimonio netto di 953,8 milioni e la capogruppo presentava invece una posizione finanziaria netta positiva per 320,3 milioni.

Centrale del Latte d'Italia: cresce l'export ma chiude i primi 9 mesi ancora in rosso

Luigi Luzzati, presidente Centrale del Latte d'Italia
Centrale del Latte d’Italia, terzo player nazionale del mercato del latte, con leadership in Piemonte, Liguria, Toscana e Veneto, nei primi nove mesi 2018 ha registrato ricavi netti consolidati pari a 133,8 milioni (+1,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) anche grazie al buon andamento delle esportazioni, salite a 2,6 milioni dai 944.000 euro precedenti).
Significativo il recupero della redditività, con il margine operativo lordo di 5,4 milioni a fronte dei 4,9 milioni di Euro emersi al 30 settembre 2017 (+9,4%). E' rimasto negativo, però, il risultato netto, pari a 646.000 euro (417.000 nei primi nove mesi dell'anno scorso. Ancora negativa anche la posizione finanziaria netta del Gruppo (76,4 milioni), a seguito dei maggiori fabbisogni di capitale circolante e alla prosecuzione degli investimenti per il rinnovo degli impianti e dei magazzini nei vari stabilimenti del Gruppo.
Il 15 ottobre scorso, la Centrale del Latte d’Italia ha sottoscritto l’accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate per l’accesso alla agevolazione fiscale del Patent Box per la determinazione del reddito agevolabile derivante dall’utilizzo dei marchi di proprietà per l’anno fiscale 2015 e per i successivi quattro anni. Il valore del beneficio fiscale relativo agli anni dal 2015 al 2017 sarà riportato nel bilancio dell’esercizio in corso.
Con quattro stabilimenti produttivi e 415 dipendenti, il gruppo Centrale del Latte d’Italia produce e commercializza circa 120 prodotti, dal latte e suoi derivati agli yogurt e alle bevande vegetali, che vengono distribuiti con i marchi TappoRosso, Mukki, Tigullio e Vicenza sui territori di riferimento attraverso oltre 16.000 punti vendita sia della grande distribuzione che del commercio tradizionale.

Presidente della Centrale del Latte d'Italia, della quale è azionista anche il Comune di Torino, è Luigi Luzzati, vice e amministratore delegato Riccardo Pozzoli. Nel Consiglio di amministrazione si trovano anche Elsa Fornero, Luciano Roasio, Alberto Tazzetti e Germano Turinetto.

Fondazione Crt schiera 60 giovani talenti per dimostrare i benefici delle donazioni

La sede della Fondazione Crt a Torino in via XX Settembre
Per sabato 10 novembre, la Fondazione Crt ha organizzato a Torino, Alba e Cuneo il primo Disruptive Donor Experience Day”, una giornata interamente dedicata alla promozione del dono, con le tecniche innovative della realtà virtuale e della guerrilla marketing.
All’insegna della domanda “Conosci l’impatto della tua donazione?”, 60 giovani Talenti del Fundraising – il progetto della Fondazione Crt, che offre un percorso di alta formazione per aspiranti professionisti della raccolta fondi – cercheranno di “reclutare” e coinvolgere donatori per sei importanti enti non profit del territorio: Gruppo Abele, La Collina degli Elfi, Fondazione Faro, Fondazione Specchio dei Tempi, Fondazione Nuto Revelli, Santuario della Consolata.
Le persone potranno vedere concretamente l’impatto delle donazioni “vivendo” le storie di alcuni beneficiari, attraverso esperienze immersive di realtà aumentata e virtuale ed eventi di guerrilla marketing, ideati e realizzati dai Talenti del fundraising.
Infatti, secondo gli ultimi dati Doxa (Donare 3.0 - 2018), il 97% dei donatori ritiene importante la trasparenza nella donazione. Sempre di più, la possibilità di verificare la destinazione dei fondi raccolti diventa un criterio indispensabile nella scelta del donatore. Inoltre, il 40% dei non-donatori afferma che il motivo della mancata donazione sta proprio nell’assenza di trasparenza (Fonte: Italiani solidali – Doxa – 2014).
Fondazione Crt lancia, per la prima volta, una giornata interamente dedicata al dono, portando ‘in strada’ le storie di chi ha beneficiato della generosità delle persone – ha affermato il presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia– Siamo convinti che il futuro della nostra società vada costruito sulle solide basi del senso di comunità: ciascuno, con il proprio contributo, può essere protagonista attivo di un welfare responsabile che chiama a raccolta tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini”.
"Negli anni, la Fondazione Crt ha incentivato la capacità di raccolta fondi - ha sottolineato il Segretario generale della Fondazione - da una parte mettendo in campo iniziative volte al rafforzare la capacity building delle associazioni e dall'altra attivando percorsi di formazione finalizzati a creare le skills necessarie per promuovere campagne di fundraising: il kit di una campagna di successo deve contemplare la misurazione dell'impatto".
Con il “Disruptive Donor Experience Day” nel centro di Torino si potranno incontrare cinque “alieni” con la t-shirt “Are we human?” che, attraverso un visore, mostreranno il contesto “extra-terrestre” della vita quotidiana in un centro di recupero e la delicatezza delle storie della Comunità del Gruppo Abele; si potranno conoscere, seduti in un salottino allestito ad hoc, i beneficiari della tredicesima dell’amicizia della Fondazione Specchio dei Tempi; si potrà colorare e rendere accogliente una stanza dell’Hospice della Fondazione Faro, nonché vivere in prima persona, tramite un visore di realtà virtuale, l’importanza delle cure offerte dalla Fondazione stessa. Sarà per la prima volta visitabile, sempre grazie alla realtà virtuale, il Cantiere Romanico del Santuario della Consolata, monumento simbolo di Torino di cui la Fondazione Crt è storico sostenitore, mentre tutta la giornata si svilupperanno diversi eventi nella piazza adiacente.
A Cuneo e a Torino, con la Fondazione Nuto Revelli, grazie alla realtà virtuale, si potrà visitare la borgata dove Nuto Revelli visse e combatté da partigiano.
Ad Alba, in occasione della Fiera del Tartufo, rivivrà in piazza la Collina degli Elfi (associazione che ospita famiglie con bimbi malati di cancro che hanno terminato le cure), da cui verranno fatte rotolare 200 palline colorate, scrigni delle storie e delle emozioni di altrettante famiglie beneficiarie, e sarà inoltre possibile provare l’arte-terapia.

Col nuovo Governo rialzi per cinque azioni in Borsa tutte le altre hanno perso valore

I ministri del Governo Conte con il presidente Mattarella
“Da quando si è insediato il governo Conte-Di Maio-Salvini, il primo giugno scorso, l'indice Ftse Mib, il più importante della Borsa Italiana, rappresentando le 40 principali società trattate in Pazza Affari, è sceso di 3.000 punti, arrivando venerdì a 18.683”. Incomincia così l'articolo del Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, pubblicato oggi, nella tradizionale rubrica domenicale dedicate alle quotate piemontesi.
“Naturalmente – riporta il Corriere Torino - il calo è stato determinato da diversi fattori, non soltanto di origine italiana. Comunque, delle 36 quotate che fanno riferimento al Piemonte, per varie ragioni, solamente cinque hanno terminato l'ultima seduta borsistica con il prezzo delle rispettive azioni superiore a quello del 31 maggio; una ha finito in parità – Bim Banca Intermobiliare, a 0,36 euro – mentre per tutte le altre il confronto è negativo, in misura più o meno marcata”.
Come riferito dall'edizione piemontese del Corriere della Sera, diretta da Umberto La Rocca, “Il rosso più intenso è della torinese M&C di Carlo De Benedetti, la cui azione, venerdì, ha chiuso a 0,0582 euro, il 62,2% in meno rispetto al 31 maggio”.
Gli altri maggiori ribassi, dall'avvio del nuovo Governo, sono di Sogefi, che fa capo ai figli dello stesso Carlo De Benedetti (-48,12%), Prima Industrie (-39,44%), Ki Group (-35,71%), Pininfarina (-28,4%), Italia Independent (-28,22%), Fca Fiat Chrysler Automobiles (-27,99%), Fidia (-27,14%), Rcs Mediagroup (-26,75%) e Intesa Sanpaolo (-22,93%), che chiude la bottom ten, la graduatoria delle dieci che hanno perso più valore.
Ma tassi di ribasso superiori a quelli del Ftse Mib, nel periodo considerato, sono emersi anche per Buzzi Unicem (-23,33%), Guala Closures (-20,66%), Exor (-20,16%), Astm (-17,54%), Cir (-16,48%) e Cairo Communication (-14,8%).
Ed ecco le altre quotate piemontesi che hanno subito ribassi rispetto all'ultimo giorno di maggio: Sias (-13,6%), Cofide (-12,64%), Cnh Industrial (-12,47%), Borgosesia (-12,06%), Cdr Advance Capital (-11,76%), Centrale del Latte d'Italia (-11,4%), Visibilia Editore (-10,34%), Iren (-9,58%), Damiani (-9,54%), Ferrari (-9,41%), Reply (-6,73%), Diasorin (-4,17%), Cover50 (-2,08%).
Fra l'altro, nell'ultima settimana, caratterizzata dalla bocciatura della manovra italiana da parte della Ue, i prezzi dei titoli di alcune di queste società sono scesi ai loro minimi degli ultimi cinque anni: è successo a Cairo Communication (2,635 euro), Centrale del Latte d'Italia (2,64 euro); Fidia (5,10 euro), Guala Closures (7,64 euro), Italia Independent (2,86 euro) e Visibilia Editore (0,052 euro), controllata dalla cuneese Daniela Santanchè, la quale la presiede come la Ki Group.
“Invece – conclude il Corriere Torino- le cinque piemontesi che ancora venerdì hanno presentato prezzi delle rispettive azioni più alti di quelli fatti registrare il 31 maggio sono la Juventus (+38,2%, nonostante il calo del 4,2% della seduta di fine settimana), la Basicnet di Marco Boglione (+17,49%), Dea Capital (+8%),Tecnoinvestimenti (+7,48%) e Italgas (+2,51%)”.

Medioanca: "Reply regina di Piazza Affari" Diasorin quinta per rendimento assoluto

Tatiana e Filippo Rizzante
Regina della Borsa italiana. A incoronare la torinese Reply è stato l'Ufficio studi di Mediobanca, che ha posto la società dei Rizzante al primo posto nella classifica delle migliori azioni ordinarie per rendimenti total return (rendimento dell'investimento, tenendo conto anche dei dividendi). Mediobanca ha calcolato che i 100 euro investiti in Reply a dicembre 207 sono diventati 1.285 euro nel settembre 2018).
Così, Reply ha fatto meglio anche di De Longhi, Ima, La Doria e Diasorin, altra piemontese, quinta assoluta per rendimento (i 100 euro sono diventati 804).
Reply è una società specializzata in consulenza, system integration e digital services, dedicata all’ideazione, progettazione e implementazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e i media digitali. Affianca i principali gruppi industriali nella definizione e nello sviluppo di modelli di business abilitati dai nuovi paradigmi tecnologici e di comunicazione, quali big data, cloud computing, digital communication e internet degli Oggetti, per ottimizzare e integrare processi, applicazioni e dispositivi.
Attiva in Europa e con sedi anche in Germania e Regno Unito, nel 2017 Reply ha fatturato oltre 884 milioni a fronte dei 5,9 milioni del suo primo esercizio, nel 1997. All’incremento dei ricavi si è accompagnato quello dell’organico: i dipendenti da 83 del 1997 sono diventati 6.456 al 31 dicembre scorso e 7.251 al 30 giugno scorso, quasi mille in più rispetto a un anno prima.
Nel primo semestre di quest'anno, il gruppo Reply ha fatturato 498,054 milioni e ha conseguito un utile netto di 45,941 milioni. Della Reply, che ha fondato, Mario Rizzante è presidente e amministratore delegato, incarico quest'ultimo condiviso con la figlia Tatiana, il cui fratello, Filippo è consigliere di amministrazione, oltre che responsabile operativo di un importante funzione aziendale.
Al 26 ottobre, Replay era valutata in Borsa 1,763 miliardi.
Alla stessa data, ammontava invece a 4,432 miliardi la capitalizzazione borsistica della Diasorin, multinazionale di Saluggia (Vercelli), leader mondiale della diagnostica in vitro, in particolare nei segmenti dell'immunodiagnostica e della diagnostica molecolare. Il gruppo, formato da una trentina di società e cinque succursali estere, opera in tutto il mondo e da oltre 40 anni. Alla fine di giugno contava poco meno di 2.000 dipendenti.
Nel primo semestre 2018, il gruppo Diasorin ha avuto ricavi netti per 331,178 milioni e un utile netto di 80,857. Nel periodo ha fatto investimenti per quasi 23 milioni. E' controllato e presieduto da Gustavo Denegri. Secondo maggiore azionista e amministratore delegato è Carlo Rosa.

In calo le imprese di giovani in Piemonte quasi 1.500 in meno rispetto a un anno fa

Giorgia Garola, presidente
Giovani imprenditori piemontesi
Sempre meno le imprese dei giovani in Piemonte. Alla fine del mese appena passato ne sono risultate in attività 38.600, quasi 1.500 in meno rispetto al 30 settembre 2017, quando erano 40.071. Lo ha certificato Unioncamere-Infocamere, i cui dati evidenziano, fra l'altro, anche il calo delle imprese dei giovani rispetto al sistema produttivo. Infatti, nell'anno, in Piemonte, è scesa dal 9,2% all'8,9% la quota delle aziende che fanno capo a giovani.
Una media superiore a quella regionale emerge in metà delle province del Piemonte: 9% a Vercelli e a Cuneo, 9,3% a Torino e 9,5% a Novara, che perciò può vantare il più alto tasso di imprenditorialità giovanile. La più bassa, invece, appartiene alla provincia di Biella (7,1%), superata anche da Alessandria (7,4%), Verbania (8,2%) e Asti (8,8%).
Al 30 settembre scorso, la provincia di Torino contava 20.514 imprese di giovani (21.191 esattamente un anno prima), il Cuneese 6.122 (6.332), l'Alessandrino 3.199 (3.376), il Novarese 2.885 (3.074), l'Astigiano 2.070 (2.111), il Vercellese 1.460 (1.509), il Biellese 1.267 (1.336) e il Verbano-Cusio-Ossola 1.083 (1.142).
Proprio la provincia di Biella, fra l'altro, ha chiuso il terzo trimestre di quest'anno con un saldo negativo di tutte le imprese: 125 le aziende nate tra il primo giorno di luglio e l'ultimo di settembre e 172 quelle che hanno chiuso i battenti definitivamente, cancellandosi dal registro della locale Camera di commerci. Così, alla fine del mese socrso, sono risultate complessivamente 17.852 le imprese attive nella provincia, 47 in meno rispetto a novanta giorni prima.
Ma se quella biellese è l'unica provincia piemontese a presentare una perdita di imprese nel trimestre, le altre hanno fatto poco meglio: Alessandria ha evidenziato un saldo attivo di 12 aziende, Vercelli di 15, Verbania di 16, Cuneo di 17, Asti di 32, Novara di 58 e Torino di 108. L'intero Piemonte, perciò, si è “arricchito” di 211 imprese: una miseria. L'incremento è dello 0,048% a fronte della già misera media nazionale che è dello 0,20%.
Non solo. Dalla disaggregazione dei dati di Unioncamere-Infocamere, emerge che il Piemonte ha rappresentato il 6,7% delle nuove imprese che si sono iscritte alle rispettive Camere di commercio di tutta l'Italia nel terzo trimestre (4.317); ma il 7,9% di quelle che si sono cancellate dai registri per cessazione dell'attività (4.106). Pertanto, al 30 settembre, il totale delle aziende in essere in Piemonte è risultato di 433.842, pari al 7,1% nazionale.
In particolare, a quella data, erano 221.448 in provincia di Torino, 68.318 nel Cuneese, 42.966 nell'Alessandrino, 30.359 nel Novarese, appunto 17,852 nel Biellese, 16.162 nel Vercellese, e 13.129 nel Verbano-Cusio-Ossola, che ha appena deciso di restare piemontese, respingendo la tentazione lombarda.
Ed ecco le nascite e, tra parentesi, le scomparse delle imprese nel terzo trimestre, articolate per provincia: Torino 2.353 (2.225), Cuneo 536 (519), Alessandria 427 (415), Novara 368 (310), Asti 217 (185), Vercelli 170 (155), Verbania 141 (125), Biella 125 (172).

La provincia di Torino è quarta in Italia per numero di assunzioni in ottobre

Secondo il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, in ottobre, le imprese della provincia di Torino hanno programmato 15.233 assunzioni, numero inferiore soltanto a quello di Milano (38.668) nell'area formata da Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Lombardia e il quarto maggiore a livello nazionale, dove ne contano di più anche Roma (31.048) e Napoli (16.358).
Nel mese che sta per finire – ha comunicato Unioncamere - “aumentano le imprese che programmano assunzioni e aumentano i contratti offerti; ma aumenta anche la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, che tocca il suo massimo dallo scorso anno”. Infatti, in Italia, su circa 370.000 contratti di lavoro da stipulare entro fine mese (31.000 in più rispetto a un anno fa), il 29% presenterà difficoltà di reperimento (era il 25% a ottobre 2017). Con notevoli differenze territoriali: si passa da un massimo del 42% di difficoltà nelle province di Pordenone, Lecco, Ferrara e Bologna a valori decisamente più contenuti (intorno al 15%) a Brindisi, Benevento, Taranto e Ragusa.
Tra i profili professionali più difficili da reperire, nel Paese, spiccano i tecnici in campo ingegneristico (61,2%), quali i tecnici addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico e i tecnici per la gestione, manutenzione eduso di robot industriali; gli operai specializzati nella lavorazione dei metalli (58%), tra cui fonditori, saldatori, fabbri; gli addetti a macchinari dell’industria tessile (50,3%); gli ingegneri (49,8%); gli operai di macchine automatiche (49,7%); gli elettromeccanici (47%), come installatori, montatori, manutentori di macchinari per impianti industriali, di apparecchiature elettriche, elettroniche, informatiche.
La domanda di lavoro espressa dalle imprese in questo mese, in Italia, si caratterizza anche per una ricerca più accentuata di personale ad alta qualificazione: rispetto a ottobre 2017, aumenta di 1,3 punti percentuali la quota di contratti che verranno offerti ai dirigenti e alle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e di 0,7 punti percentuali quella destinata alle professioni tecniche. La maggior domanda fa innalzare anche la difficoltà di reperimento che, per le professioni tecniche, raggiunge addirittura il 35,7% delle entrate programmate.
Made in Italy e meccatronica i settori che denunciano le maggiori difficoltà di incontro domanda-offerta di lavoro, a partire dalle industrie metallurgiche e dei prodotti di metallo (48%), industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (45%), industrie meccaniche ed elettroniche (43%), industrie del legno e del mobile (40%).
Fra i motivi alla base del mismatch l’esiguo numero di candidati ma, al tempo stesso, una preparazione non in linea con le richieste da parte delle imprese riguardo il possesso di specifiche competenze e qualificazioni, a partire dalla capacità di stare al passo con l’innovazione.
A tenere maggiormente il passo sono soprattutto i comparti dei servizi alle imprese (più di un'mpresa su cinque ha in programma di attivare nuovi contratti), dei servizi alle persone (il 16,9% delle imprese prevede nuove entrate) e del turismo (16,7%).
Su base territoriale Milano, appunto Torino, Brescia, Bergamo e Varese sono le province del Nord Ovest in cui è previsto il maggior numero di contratti; in queste province, particolari difficoltà di reperimento vengono evidenziate nel Bresciano (con una quota del 35,4%).

Alle origini del buon cioccolato subalpino

Di Gustavo Mola di Nomaglio
Nel secondo volume del “Dictionnaire historique e biographique de la Suisse” (Neuchatel, 1924), alla voce “Chocolat”, si legge che il padre dell’industria cioccolatiera svizzera, François-Louis Cailler, trasse l’ispirazione per fondare la sua impresa da due italiani. In effetti Cailler, ebbe l’idea di fabbricare cioccolato, durante un soggiorno in Piemonte, attorno al 1818. Qui ebbe modo di vedere all’opera non soltanto i piccoli artigiani che lavoravano manualmente cacao e zucchero, ma anche già uno stabilimento industriale con qualche inizio di meccanizzazione.
Non per caso, Torino, è sempre stata considerata la capitale europea del cioccolato e anche oggi, pur essendo gli svizzeri a primeggiare in questo campo, la città ne rimane l’indiscussa capitale storica, mentre permangono in esercizio alcuni insediamenti produttivi di assoluta eccellenza.
Pare che il primo a portare con sé una certa quantità di cacao in Piemonte sia stato, a metà ‘500, Emanuele Filiberto, al rientro nei suoi Stati, dopo l’esilio. In breve l’uso della cioccolata si diffuse a Torino, dapprima sotto forma di bevanda. La “bavareisa”, antenata del “bicerin”, era già largamente consumata (quanto meno nei caffè e nelle famiglie abbienti) nel primo ‘700.
Una grande novità, destinata a rafforzare la supremazia di Torino e a gettare le basi di straordinari successi commerciali, risale agli anni napoleonici, quando i cioccolatieri torinesi, di fronte alla penuria di cacao (Napoleone e i suoi seguaci non si accontentavano di trafugare le opere d’arte) iniziarono a mescolare con esso piccole quantità di polvere di nocciole. Il pubblico apprezzò la miscela, economica e squisita, premiando i produttori con consumi sostenuti.
Il primo a produrre il nuovo cioccolato, a livello industriale, fu, negli anni venti dell’800, Michele Prochet: in società con Caffarel (entrambi appartenevano a famiglie del Pinerolese, dal quale più tardi sarebbe giunto a Torino, per fabbricare cioccolato, anche Talmone) diede vita al “Gianduja”, mille volte imitato, ma mai eguagliato fuori dal Piemonte.
Il nocciolo aveva precedentemente avuto, in terra subalpina, un’importanza marginale rispetto ad altri alberi da frutto, come il castagno, in primis, e il noce. In breve tempo, però, si trasformò per il Piemonte (habitat di cultivar capaci di dare, ancor prima che l’intervento degli agronomi ne migliorasse ulteriormente le caratteristiche, un prodotto di sapore e resa eccezionali) in una sorta di gallina dalle uova d’oro.
A qualcuno sembrò naturale, poiché, da sempre, al legno del nocciolo e ai suoi semi e frutti, si accompagnavano leggende e credenze che gli conferivano un’aura di benaugurante magia e mistero. Non per caso col legno di questa pianta erano preferibilmente fatte anche le bacchette divinatorie utilizzate per cercare acqua, miniere, oro o tesori nascosti.
Originario probabilmente dell’Asia Minore, il nocciolo (o còrilo, o avellano, traendo nome dalla città campana di Avella, dove si coltivava in tempi remoti) era già noto agli antichi romani, che usavano donare i suoi rami fruttiferi quale augurio di felicità.
Per i popoli germanici la nocciola era simbolo di fecondità, tanto che sappiamo di matrimoni nel corso dei quali i partecipanti gridavano “nocciole, nocciole” agli sposi; tre giorni dopo la moglie avrebbe distribuito a tutti alcuni di questi frutti, segno che il matrimonio era stato consumato.
Ma l’uso della nocciola quale simbolo di fertilità ricorre in molti altri luoghi. In Normandia, durante il medioevo si usava, ad esempio, dare alle vacche tre colpi con una bacchetta di nocciolo per propiziare un’abbondante produzione di latte.
La nocciola (avellana) è anche una figura dell’araldica, chiamata a rappresentare amore segreto o virtù nascoste, a eccezione della croce avellana (fatta di quattro nocciole) che campeggia sopra il globo imperiale: in cui principalmente si deve leggere l’usuale auspicio di fertilità e benessere. Un benessere di cui per tanti corilicoltori piemontesi i noccioli non sono stati avari.

Banche piemontesi, Sella e Cassa di Asti sul podio con Intesa Sanpaolo per attivo

Maurizio Sella, numero uno dell'omonimo gruppo bancario
A parte il colosso Intesa Sanpaolo, la prima banca piemontese piazzata nella classifica redatta da Mediobanca sulla base del totale attivo tangibile a fine 2017 è la biellese Sella Holding, a capo dell'omonimo gruppo. Al 31 dicembre scorso, Banca Sella Holding presentava un totale attivo tangibile di 13,707 miliardi di euro, che valgono la ventunesima posizione nella specifica graduatoria di Mediobanca, due più della Cassa di Risparmio di Asti, medaglia di bronzo, tra le piemontesi, con 11,510 miliardi.
Subito sotto il podio regionale si trova la Banca di credito cooperativo di Alba, Langhe, Roero e del Canavese, trentesima a livello nazionale con 4,943 miliardi. Quinta piemontese e trentanovesima in Italia è la Banca Alpi Marittime – Credito cooperativo di Carrù con 3,656 miliardi.
Ed ecco le posizioni nazionali delle altre piemontesi, in ordine decrescente per totale attivo tangibile: 63 Banca del Piemonte (2,008 miliardi), 66 Cassa di Risparmio di Fossano (1,987 miliardi), 85 Bim Banca Intermobiliare (1,549 miliardi), 91 Banca di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei Fiori (1,479 miliardi), 99 Banca Cassa di Risparmio di Savigliano (1,312 miliardi), 112 Banca di credito cooperativo di Cherasco (1,120 miliardi), 141 Banco di credito P.Azzoaglio (939,8 milioni), 148 Bene Banca – Credito cooperativo di Bene Vagienna (797,7 milioni), 150 Banca Reale (744,9 milioni), 205 Cassa rurale e artigiana di Boves (524,5 miliomni), 208 Banca di credito cooperativo di Pianfei e Rocca de' Baldi (523,3 milioni), 283 Vivi Banca (233,4 milioni).
Del gruppo che fa capo a Sella Holding fanno parte Banca Sella e Banca Patrimoni Sella & C.; mentre la Cassa di Risparmio di Asti controlla Biverbanca. Quanto alla Cassa di Risparmio di Bra (1,271 miliardi) appartiene al gruppo Bper – Banca Popolare dell'Emilia Romagna così come la Cassa di Risparmio di Saluzzo (1,077 miliardi). Le controllate sono comprese nella graduatoria di Mediobanca, ma senza l'attribuzione di posizione.
A proposito di posizioni di classifica, dai dati di Mediobanca emerge che, rispetto al 2016, l'anno scorso ne hanno guadagnate una la Banca delle Alpi Marittime, due la Banca del Piemonte e 72 Vivi Banca; tutte le altre piemontesi, invece, ne hanno perse. Tranne Intesa Sanpaolo, che ha mantenuto il secondo posto con 789,104 miliardi, preceduta unicamente da Unicredit (833,405 miliardi).
Intesa Sanpaolo, però, è risultata in testa alla classifica nazionale 2017 per risultato di competenza degli azionisti del gruppo (7,316 miliardi a fronte dei 5,473 di Unicredit), per numero di dipendenti (96.892 contro 91.952) e per numero di sportelli (5.843 rispetto ai 4.778 di Unicredit).
Ancora relativamente agli utili 2017 di competenza ecco quelli delle altre banche piemontesi: Sella Holding 52,205 milioni, Cassa di Risparmio di Asti 29,683; Banca di Alba 10,228; Banca Alpi Marittime 16,112; Banca del Piemonte 7,202; Cassa di Risparmio di Fossano 6,686; Banca di Caraglio 2,892; Cassa di Risparmio di Savigliano 3,735; Banca di Credito di Cherasco 0,303; Banco di Credito P.Azzoaglio 2,647 milioni; Bene Banca 0,428; Banca Reale 1,406; Cassa rurale e artigiana di Boves 1,123; Banca di credito cooperativo di Pianfe e Rocca de' Baldi 1,531; Viv Banca 1,008. La Bim, invece, ha chiuso l'esercizio con una perdita di 49,297 milioni.

Aeroporto Caselle con nuovi collegamenti

Domenica 28 ottobre, ha preso il via la stagione invernale 2018/2019 dell’aeroporto di Torino (collegamenti diretti con 45 destinazioni, delle quali 33 internazionali e 12 nazionali). Nuove le rotte con Berlino, Fez, Stoccarda, Cracovia e Venezia. La mattina ha decollato, per la prima volta, il volo diretto di Blue Air per Stoccarda, operato ogni martedì, giovedì e domenica. Nel pomeriggio è stata la volta del collegamento di easyJet con Berlino Schonefeld, a frequenza trisettimanale (ogni martedì, giovedì e domenica) e del nuovo collegamento di Blue Air con Torino, attivo ogni mercoledì, venerdì e domenica.
Lunedì 29 ottobre, protagonista Ryanair, con l’avvio del nuovo volo per Fez, ora raggiungibile ogni lunedì e venerdì.
A dicembre il network dell’aeroporto di Torino verrà arricchito con il nuovo collegamento di Blue Air con Cracovia, diciottesima rotta del vettore dalla base del “Sandro Pertini”, servita dal 16 dicembre con frequenza trisettimanale. In occasione delle festività natalizie, inoltre, sarà possibile volare da Torino anche a Reggio Calabria ogni lunedì e venerdì con i voli di Blue Air (dal 17 dicembre al 14 gennaio) e Blue Panorama (dal 21 dicembre al 7 gennaio).

Borsa: ecco i prezzi finali della settimana delle 36 azioni ordinarie "piemontesi"

Per poter valutare meglio l'evoluzione dei prezzi delle azioni ordinarie delle 36 società quotate alla Borsa di Milano correlate, per varie ragioni, al Piemonte, ecco la tabella che riporta le rispettive quotazioni del 26 ottobre 2018 nella prima colonna numerica e del 19 ottobre nella successiva; mentre nelle colonne seguenti si trovano le quotazioni registrate alla fine degli ultimi sette mesi, sempre in euro.

Società 26.10.18 19.10.18 28.09.18 31.08.18 31.07.18 29.06.18 31.05.18 30.04.18 29.03.18
Intesa Sp. 1,9378 1,9842 2,201 2,1275 2,634 2,4865 2,5145 3,157 2,9535
Fca 13,97 13,442 15,144 14,56 14,958 16,334 19,4 18,57 16,502
Ferrari 101 101,6 118,6 112,7 113,8 116,5 111,5 102,05 97,54
Cnh Ind. 8,77 9,146 10,35 10,3 10,035 9,096 10,02 10,24 10,03
Exor 49,5 49,24 57,82 55,98 56,28 57,7 62 61,54 57,72
Diasorin 79,15 82,4 90,6 93,8 91,8 97,7 82,6 78,35 73,1
Italgas 4,572 4,511 4,674 4,654 4,921 4,722 4,46 5,366 4,856
Buzzi U. 15,84 15,94 18,88 17,32 18,85 20,99 20,66 20,96 19,01
Sias 11,94 12,02 12,75 12 15,18 10 13,82 17,6 15,13
Iren 1,921 1,93 2,114 2,02 2,422 2,19 2,124 2,522 2,548
Reply 47,08 52,45 59,25 57 57,9 58,2 51,25 52,35 44,84
Astm 16,26 16,12 18,66 17,58 23,3 19,84 19,72 22,85 20,45
Juventus 0,9135 1,014 1,469 1,226 0,874 0,8745 0,661 0,59 0,63
Cir 0,917 0,898 0,983 0,972 1,04 1,048 1,098 1,09 1,076
Guala C. 7,64 8,02 9,02 9,42 9,7291 9,5718 9,6308 9,7487 9,8077
Rcs 0,835 0,858 0,997 0,973 1,072 1,08 1,14 1,166 1,198
Dea Cap. 1,24 1,278 1,272 1,202 1,292 1,25 1,1476 1,2748 1,256
Cairo C. 2,735 2,785 3,11 3,145 3,24 3,425 3,21 3,74 3,65
Cofide 0,425 0,444 0,4685 0,464 0,46 0,4265 0,4865 0,485 0,4875
Tecnoinv. 6,18 6,5 6,5 5,65 5,68 5,54 5,75 6,28 6,44
Prima Ind. 21,8 23,95 29,25 32,4 36,4 36,75 36 41,25 36,5
Basicnet 4,4 4,45 4,575 4 4,09 3,775 3,745 3,865 3,72
Sogefi 1,494 1,592 1,952 2,006 2,13 2,586 2,88 3,254 2,924
Gedi 0,3365 0,345 0,3875 0,3255 0,3385 0,3265 0,354 0,4215 0,4485
Pininfarina 2,08 2,1 2,525 2,505 2,77 3,13 2,905 2,26 2,08
Damiani 0,872 0,85 0,9 0,89 0,924 0,95 0,964 1,02 0,932
Bim 0,36 0,319 0,404 0,32 0,377 0,454 0,361 0,352 0,548
Cover 50 9,4 9,68 10,15 9,44 9,8 9,5 9,6 10,45 10
Centrale L. 2,64 2,69 2,87 2,92 2,92 2,96 2,98 3,3 3,23
M&C 0,0582 0,0578 0,0664 0,0854 0,172 0,181 0,154 0,154 0,1495
Fidia 5,1 5,64 6,42 6,42 6,82 6,76 7 6,94 7,38
Italia Ind. 2,92 3,05 3,63 3,8 7,72 3,92 4,0681 4,429 4,4879
Cdr Adv. 0,9 0,94 1,01 1,015 0,986 0,994 1,02 1,08 1,04
Ki Group 1,35 1,38 1,63 1,64 1,78 2,26 2,1 2,3 2,38
Borgosesia 0,51 0,5 0,55 0,54 0,535 0,605 0,58 0,6 0,6
Visibila E. 0,052 0,059 0,0636 0,0716 0,084 0,093 0,058 0,0746 0,0936