Una brutta estate per diverse "blue chip" ma non per Ferrari, Cnh, Exor e Italgas

Carlo Rosa, ad e azionista di Diasorin
tra le più brillanti in Piazza Affari
anche nel trimestregiugno-agosto
E' stata una “brutta estate per la Borsa piemontese”. Lo ha scritto il Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera. Nella specifica rubrica domenicale, è stato spiegato che “il valore complessivo delle 38 quotate che fanno riferimento a questa regione è diminuito di 11,75 miliardi di euro, tra l'ultimo giorno di maggio e l'ultimo di agosto. Piazza Affari, infatti, le ha valutate 143,248 miliardi al 31 del mese appena passato, a fronte dei 154,997 miliardi di tre mesi prima (il confronto non tiene conto dei 590 milioni dell'alessandrina Guala Closures, tornata in Borsa il 6 agosto)”.
Per gli azionisti delle quotate piemontesi, la perdita potenziale del trimestre passato è stata del 7,58%, mentre, nello stesso periodo, è stata del 4,76% quella dell'insieme delle società presenti nei listini di Piazza Affari, la cui capitalizzazione è scesa a 606,2 miliardi, Guala Closures compresa, con un calo superiore di 30 miliardi.
Le piemontesi che, al 31 agosto, presentano una valutazione borsistica inferiore a quella di fine maggio sono 25. Tra queste spiccano diverse blue chip, a partire da Intesa Sanpaolo e Fca – Fiat Chrysler Automobiles. La capitalizzazione di Intesa Sanpaoloè passata dai 42,489 miliardi del 31 maggio ai 37,773 miliardi di fine agosto e quella di Fca da 30,012 miliardi a 22,669. Altre grandi deprezzate sono Ubi Banca (da 3,719 a 3,659 miliardi), Buzzi Unicem (da 3,861 a 3,383 miliardi), Sias (da 3,129 a 2,728 miliardi). Come Astm (capitalizzazione scesa da 1,934 a 1,736 miliardi), altra controllata dai Gavio, Sias ha pagato l'effetto Atlantia, precipitata in Borsa in seguito al tragico crollo del ponte Morandi a Genova.
Una delle cause del “rosso” estivo di Piazza Affari – si legge ancora nella rubrica domenicale del Corriere Torino - aggiuntasi a quelle rappresentate dalla guerra dei dazi scatenata da Trump, dall'annuncio della prossima fine degli acquisti dei titoli sovrani da parte della Bce, dalla mancata ripresa dell'economia italiana, dal non risamento della finanza pubblica nazionale, dalle incertezze della situazione politica del nostro Paese e, fra l'altro, dalle “sparate” di diversi ministri, clamorose quanto irresponsabili e dannose”.
Fra le piemontesi che, nonostante tutto, hanno invece visto crescere il loro valore borsistico, nel trimestre passato, figurano: Ferrari (da 21,660 a 21,932 miliardi), Cnh Industrial (da 13,728 a 14,100), Exor (da 4,653 a 5,237 miliardi), Diasorin (da 4,653 a 5,237 miliardi), Italgas (da 3,603 a 3,763 miliardi ), Reply (da 1,926 a 2,135 miliardi) e, soprattutte, Juventus (da 604 milioni a 1,224 miliardi).
Inoltre, è aumentata la capitalizzazione di Vittoria Assicurazioni (da 934,5 a 940,5 milioni), Cairo Communication (da 425,7 a 437,4 milioni), Sogefi (da 345,2 a 346,1 milioni) Basicnet (da 227,5 a 243,2 milioni), Italia Independent (da 22 a 24,2 milioni) e Visibilia Editore (da 2,4 a 2,9 milioni). Invece, è calata anche quella di Cir (da 871,2 a 827,8 milioni), Rcs MediaGroup (da 601,3 a 562,3 milioni), Dea Capital (da 387,8 a 370,1 milioni), Prima Industrie (da 378 a 342,6 milioni), Cofide (da 352,7 a 329,6 milioni), Tecnoinvestimenti (da 273,3 a 263,9 milioni), Gedi Gruppo Editoriale (da 167 a 166,1 milioni), Pininfarina (da 160,4 a 136,9 milioni).
E ancora: Damiani (da 78,9 a 73,8 milioni), Bim (da 58,4 a 50,5 milioni), Centrale del Latte d'Italia (da 41,9 a 41,2 milioni), M&C (da 71,5 a 40,7 milioni), Cover50 (da 41,3 a 40,4 milioni); Fidia (da 35,6 a 34,1 milioni), Ki Group (da 11,7 a 9,2 milioni), Borgosesia (da 8,2 a 7,9 Milioni). Invariata la capitalizzazione di Cdr Advance Capital, pari a 12,2 milioni.
Quanto alle quattro liguri, nel trimestre giugno-agosto, due hanno avuto un aumento di valore da parte di Piazza Affari: Erg (capitalizzazione salita da 2,669 a 2,672 miliardi) e Carige (da 428 a 503,7 milioni); mentre altrettante hanno subito un calo e sono l'ingauna Orsero (da 141,7 a 123,9 milioni) e la Biancamano dei savonesi Pizzimbone (da 9,5 a 9,1 milioni).

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