Protagonisti: Farinetti, Zegna, Noberasco Galateri e Paglia prima leader canavesana

Oscar Farinetti
Alla vigilia del compimento dei suoi 64 anni (è nato il 24 settembre del '54, da padre di Barbaresco e madre di Barolo), Oscar Farinetti, creatore di Unieuro prima e di Eataly poi, ha rilasciato una lunga intervista alla brava Candida Morvillo del Corriere della Sera, che gli ha dedicato due pagine.
Fra l'altro, alla giornalista ha confidato che ha fatto dell'imperfezione il centro della sua vita, spiegando: “io so essere solo un quasi; quasi disegno, quasi suono il piano, quasi sono un poeta” (la sua prima raccolta in versi si intitola proprio Quasi, volendo celebrare la meraviglia dell'imperfezione.
“Se ambisci alla perfezione, non ti fidi di nessuno, non accetti i compromessi e quindi non combini niente” ha detto Farinetti, riferendo poi di essere un mercante, “ma voglio dimostrare che si possono fare affari mettendoci la poesia”.

Gildo Zegna
La recente acquisizione dell'85% della statunitense Thom Browne, titolare del marchio del suo fondatore, l'omonimo stilista ben conosciuto negli Usa come in Asia e in Europa, rappresenta l'investimento più importante fatto dalla Ermenegildo Zegna, da quando è stata fondata, nel 1910, a Trivero (Biella), come lanificio. Lo ha precisato Gildo Zegna, da anni a capo dell'omonimo gruppo diventato tra i più importanti al mondo nella moda maschile (ne 2017 ha fatturato quasi 1,2 miliardi di euro). Gildo Zegna, infatti, ha riferito che l'investimento è stato di circa 400 milioni di dollari, finanziat0 in gran parte con mezzi propri.
Ricordando che l'impresa di famiglia ha già 11 rappresentanti della quarta generazione, Gildo Zegna ha risposto, alla giornalista Maria Silvia Sacchi, che una famiglia imprenditoriale che si allarga sempre di più si tiene unita con “buon senso, leadership, consenso, coinvolgimento. Condivisione, passione, esempio, rispetto reciproco, l'educazione ricevuta e che dobbiamo passare ai giovani … E' un elenco lungo e un lavoro molto faticoso, che si deve a mio cugino Paolo, il quale si occupa proprio di questa parte fondamentale”.

Mattia Noberasco
Mattia Noberasco, 41 anni, ha messo il turbo all'azienda savonese fondata dal nonno, 110 anni fa, ad Albenga. Già leader nazionale nel settore della frutta secca e disidratata, la Noberasco ha appena lanciato le prime spremute a freddo biologiche, multivitaminiche e a base di ingredienti naturali, commercializzate con l'etichetta Extratti. Una diversificazione dell'offerta, restando però nel campo della frutta, con l'obiettivo anche di equilibrare temporalmente il business, realizzato ancora per il 45% negli ultimi quattro mesi dell'anno.
Inoltre, Mattia Noberasco intende accelelerare la sua espansione all'estero, iniziata con l'apertura di una filiale in Francia. Prossime tappe in programma: Nord Europa, Germania e Regno Unito. Naturalmente senza trascurare l'Italia, dove è destinato il numero dei negozi con l'insegna Noberasco 1908, vere boutique della frutta secca e disidratata. Finora sono tre, rispettivamente ad Albenga, Torino e Milano.
Fatturato di 136 milioni, 150 dipendenti (raddoppiati negli ultimi cinque anni), stabilimento a Carcare, la Noberasco è presieduta da Gabriele Noberasco, 61 anni, zio di Mattia, nominato amministratore delegato nel 2016, dopo essere stato direttore generale. Con loro due sono soci dell'impresa di famiglia Gian Benedetto e Marina Noberasco.

Gabriele Galateri di Genola
Se non sarà modificato lo statuto delle Generali, che rende ineleggibile alla presidenza della storica e grande compagnia di assisicurazioni chi ha più di 70 anni, il piemontese Gabriele Galateri di Genola non potrà essere confermato nell'incarico che svolge dal 2011. Infatti, alla prossima assemblea, Galateri arriverà con 72 anni già compiuti (è nato l'11 gennaio del 1949).
Già ora, comunque, c'è chi sta operando per modificare lo statuto e consentire, così, il terzo mandato di Galateri, al quale vengono riconosciute diverse doti, a partire dall'autorevolezza, la grande e solida esperienza, la serietà, la diplomazia, le competenze anche in materia di corporate governace (fra l'altro, è già stato presidente di Mediobanca e Telecom, oltre che amministratore delegato della Fiat e dell'Ifil, l'ex braccio finanziario della famiglia Agnelli).
Ad auspicare la riconferma di Gabriele Galateri sarebbero anche grandi azionisti delle Generali, quali Francesco Gaetano Caltagirone, Del Vecchio, Dea Capital (famiglia Boroli-Drago di Novara) e i Benetton. Nel caso, l'operazione non riuscisse, al vertice del colosso triestino potrebbe arrivare il torinese Domenico Siniscalco, già direttore generale del ministero delle Finanze e attualmente vice presidente esecutivo di Morgan Stanley International.

Patrizia Paglia
Patrizia Paglia è il nuovo presidente di Confindustria Canavese; succede a Fabrizio Gea, che, dopo aver guidato l’associazione imprenditoriale di Ivrea negli ultimi cinque anni, è stato chiamato a coordinare l’Agenzia per lo Sviluppo del Canavese.
Patrizia Paglia, laurea in Economia con lode e dignità di stampa all'Università di Torino, 41 anni, sposata, tre figli, amministratore delegato della Iltar-Italbox Industrie Riunite di Bairo, è la prima donna salita al vertice dell’organizzazione confindustriale del Canavese.
a designazione di Patrizia Paglia è avvenuta nel corso dell’Assemblea Ordinaria che si è svolta oggi A completare il nuovo Consiglio di presidenza sono stati eletti vice p residenti Andrea Ardissone (Azienda Energia e Gas), Rita Bussi (Merck), Barbara Gallo (Progind), Gisella Milani (Canavisia) e Dino Ruffatto (A.Benevenuta & C.).

Nello stesso giorno, a Ivrea, Claudio Ferrero (Molino Enrici) è stato eletto presidente del Comitato della Piccola Industria, organismo che rappresenta le aziende con meno di 100 addetti e Debora Ianni (Techno System) presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, sempre di Confindustria Canavese.

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