Pot-pourri di banche, Inps e fondi comuni

BANCHE: I DEPOSITI AUMENTANO PIU' DEI PRESTITI
Aumentano sia i depositi che i prestiti bancari, ma i primi più dei secondi. L'Abi, l'associazione nazionale delle banche, ha rilevato che, alla fine dei primi otto mesi di quest'anno, in Italia ammontava a 1.325 miliardi di euro la somma dei crediti delle banche nei confronti delle famiglie e delle imprese, l'1,88% in più rispetto al 31 agosto dell'anno scorso. Più che doppio, però, è risultato l'incremento dei depositi da parte della clientela privata residente nel nostro Paese: 1.461,483 miliardi il totale dei risparmi sui conti correnti, dei certificati di deposito e dei pronti contro termine, cifra superiore del 4,04% a quella emersa esattamente dodici mesi prima.
Fra l'altro, l'Abi ha riferito che il valore dei mutui delle famiglie in essere al 31 luglio era superiore del 2,2% alla stessa data del 2017 e che il tasso medio sul totale dei prestiti bancari alle famiglie è sceso al 2,59%, nuovo minimo storico (1,88% per l'acquisto di abitazioni). Quanto alle sofferenze nette, come vengono definiti i prestiti che le banche difficilmente riusciranno a vedere onorati totalmente e nei tempi concordati), l'Abi ha sottolineato che il loro rapporto sugli impieghi totali si è ridotto al 2,32%, mentre era ancora al 4,89% nel dicembre del 2016.

INCASSI DELL'INPS GIA' CRESCIUTI DI OLTRE 5 MILIARDI
Tito Boeri, presidente dell'Inps
Pensioni di nuovo sotto attacco; ma, intanto, l'Inps continua ad aumentare i suoi incassi. L'ultima conferma arriva direttamente dal ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef): nei primi sette mesi di quest'anno le entrate contributive destinate all'Inps sono ammontate a 124,376 miliardi di euro, oltre 5 miliardi in più rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso (incremento del 4,3%).
Dall'inizio di gennaio alla fine di luglio, sono cresciute anche le entrate contribuite dell'Inail (a 5,243 miliardi dai 5,112 precedenti (+2,6%) e degli enti previdenziali privatizzati, da 4,692 a 4,790 miliardi (+2,1%).
In totale, le entrate contributive dei primi sette mesi 2018 sono risultate pari a 134,409 miliardi, perciò superiori del 4,1% ai 129,090 miliardi del gennaio-luglio 2017.

MENO RICCO IL PORTAFOGLIO DEI FONDI COMUNI ITALIANI
Fondi comuni di investimento. Quelli aperti e di diritto italiano, alla fine del primo semestre di quest'anno, presentavano attività per complessivi 312,266 miliardi, dei quali 54,745 costituiti da titoli pubblici nazionali (in particolare, Btp per 39,189 miliardi, Bot per 8,376, Ctz per 3,772 e Cct per 2,952).
Inoltre, il portafoglio era rappresentato da azioni per 39,394 miliardi (quelle italiane quotate pesavano per solo 9,477 miliardi), titoli emessi da soggetti non italiani per 62,057 miliardi, dei quali 25,447 pubblici; quote di fondi comuni per 61,307 miliardi, dei quali 51,392 emessi da soggetti stranieri. Depositi e prestiti erano pari a 22,601 miliardi e le altre attività finanziarie a 64,807 miliardi.
Il confronto con il mese precedente evidenzia l'aumento delle attività rappresentate dai titoli emessi da soggetti italiani, a scapito di quelli stranieri; ma, soprattutto, il calo delle attività totali, che, al 31 maggio, ammontavano a 325,786 miliardi.

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